BELLE-TERRE
// FASE 1
1 PROGETTO, 4 VISIONI
A Thônex, nella campagna ginevrina, la prima fase del quartiere Belle-Terre è stata progettata e costruita collettivamente e armoniosamente da quattro studi di architettura, sotto lo stesso impulso.
Il quartiere Belle-Terre, il cui sviluppo è previsto in tre fasi da qui al 2035, ha recentemente visto la consegna e la messa in funzione della sua prima fase. Progettata e realizzata da un team di architetti e sviluppatori, questa prima fase, che comprende due spazi urbani, funziona come un’entità coerente.
"ASSUMERCI IL RISCHIO, IL TEMPO E L'IMPEGNO DI UN APPROCCIO SPERIMENTALE E COLLEGIALE AL SERVIZIO DI UNA GRANDE AMBIZIONE GENERALE CI HA PERMESSO DI ANDARE OLTRE NEL NOSTRO PENSIERO E NELLA SUA CONCRETIZZAZIONE!
COSTRUZIONE E COSTRUZIONE DI UN EDIFICIO N°3 LUGLIO-AGOSTO 2023
ATELIER BONNET EDIFICI SALÈVE E MONT-BLANC
“Abbiamo cercato una diversità di percezioni: nelle aree scavate, la questione di invertire il cortile o le caratteristiche urbane tra l’esterno e l’interno… Questo ci ha reso piuttosto creativi”
Pierre Bonnet, studio Bonnet
(intervista di Mélissa Henry)


Per definire l’immagine di questo nuovo quartiere, Pierre Bonnet si è rivolto a due modelli di mineralità: la pianta inglese di Bath e la maestosità del porto di Ginevra. Questi riferimenti hanno dato vita a un’atmosfera unica, dominata da colori chiari e da un alto grado di coerenza architettonica.
BCMA
EDIFICI ARAVIS E MÔLE
“Gestire il lungo processo di discussione
ci permette di essere autocritici e
di vedere che la nozione di urbanità è in continua evoluzione.
Andrea Bassi, BCMA architects
(intervista di Mélissa Henry)

Costruito intorno ai principi guida dell’orizzontalità, della mineralità
e dell’omogeneità cromatica, questo progetto stabilisce un linguaggio comune. Sebbene il quartiere presenti una forte unità visiva, come se fosse disegnato da un’unica linea, ogni edificio mantiene la propria identità per incoraggiare i residenti a farlo proprio.
JACCAUD + ASSOCIÉS
EDIFICIO VOIRONS
“Questo progetto è stato una vera e propria lezione di fiducia e condivisione. I rapporti erano forti e buoni, sia con gli altri architetti che con i clienti. Quando si riesce a lavorare in modo sereno e fiducioso, si possono ottenere risultati molto importanti. (…) È stata una lezione per noi e spero che continui a svilupparsi“.
Jean-Paul Jaccaud, Jaccaud+associés
(intervista di Mélissa Henry)


Questa immaginazione condivisa, radicata nella texture e nelle sfumature cromatiche del cemento, ha trovato espressione nella prefabbricazione. La prefabbricazione ha creato una sinergia tra il team di progetto e l’appaltatore, uniti da un approccio artigianale e tecnico alla costruzione.
LIN ROBBE SEILER CON BLSA
JURA BUILDING
“La grande sfida di questo progetto è stata la risoluzione tipologica di questa complessa forma urbana: un edificio con diversi angoli e molte variazioni da regolare (…) È qualcosa che, alla fine, ha dato molto piacere, perché è un lavoro di profonda riflessione e analisi. (…) Si trattava di comprendere e abbracciare il senso di complessità di questa forma, poiché genera viste sul paesaggio e un particolare inserimento urbano dell’edificio“.
Alain Robbe, Lin.Robbe.Seiler
(intervista di Mélissa Henry)


L’uniformità del quartiere è garantita da un metodo di costruzione unico: facciate in pannelli sandwich di cemento, prefabbricati esclusivamente dall’azienda ginevrina Prelco. Pianificato con un anno di anticipo, questo ordine centralizzato garantisce l’uniformità dei materiali fin dall’inizio. Questo approccio fissa l’identità del sito nei materiali e nel know-how locali.