BELLE-TERRE
// FASE 1
1 PROGETTO, 4 VISIONI
A Thônex, sul sito degli ex Communaux d’Ambilly, il programma Belle Terre rappresenta uno dei più grandi progetti di urbanizzazione del Cantone di Ginevra. Strutturato in tre fasi che permetteranno, entro il 2035, la realizzazione di 2’700 alloggi, con negozi, servizi, strutture collettive e spazi pubblici, questo ecoquartiere offre una risposta globale e coerente alle sfide di Ginevra, rispondendo al contempo alle questioni che animano le riflessioni del gruppo Batima riguardo al futuro della città e all’essenza dell’edilizia.
Per uscire dai tradizionali schemi a “silos”, una governance condivisa ha strutturato in modo innovativo la prima fase del progetto. I primi 600 alloggi, consegnati qualche anno fa, sono stati progettati e realizzati da quattro studi di architettura con un approccio globale e incentrato sulla persona, che privilegia una vita urbana a metà strada tra città e campagna, con una forte identità paesaggistica.
La trasformazione di questo antico sito ha così dato vita a isolati non uniformi, caratterizzati da un rapporto forte e fluido con il paesaggio: i complessi sono strutturati da spazi verdi, mentre i cortili rustici richiamano il bocage locale. I giardini angolari si ispirano alle costruzioni agricole tradizionali. Questa trama vegetale dialoga con una materialità che fa risaltare le tonalità chiare tanto care a Geneve. La varietà degli approcci architettonici, riuniti sotto un unico orientamento urbanistico, crea un’unità d’insieme, senza cadere nella monotonia.
"ASSUMERCI IL RISCHIO, IL TEMPO E L'IMPEGNO DI UN APPROCCIO SPERIMENTALE E COLLEGIALE AL SERVIZIO DI UNA GRANDE AMBIZIONE GENERALE CI HA PERMESSO DI ANDARE OLTRE NEL NOSTRO PENSIERO E NELLA SUA CONCRETIZZAZIONE!
COSTRUZIONE E COSTRUZIONE DI UN EDIFICIO N°3 LUGLIO-AGOSTO 2023
ATELIER BONNET EDIFICI SALÈVE E MONT-BLANC
“Abbiamo cercato una diversità di percezioni: nelle aree scavate, la questione di invertire il cortile o le caratteristiche urbane tra l’esterno e l’interno… Questo ci ha reso piuttosto creativi”
Pierre Bonnet, studio Bonnet
(intervista di Mélissa Henry)


Per definire l’immagine di questo nuovo quartiere, Pierre Bonnet si è rivolto a due modelli di mineralità: la pianta inglese di Bath e la maestosità del porto di Ginevra. Questi riferimenti hanno dato vita a un’atmosfera unica, dominata da colori chiari e da un alto grado di coerenza architettonica.
BCMA
EDIFICI ARAVIS E MÔLE
“Gestire il lungo processo di discussione
ci permette di essere autocritici e
di vedere che la nozione di urbanità è in continua evoluzione.
Andrea Bassi, BCMA architects
(intervista di Mélissa Henry)

Costruito intorno ai principi guida dell’orizzontalità, della mineralità
e dell’omogeneità cromatica, questo progetto stabilisce un linguaggio comune. Sebbene il quartiere presenti una forte unità visiva, come se fosse disegnato da un’unica linea, ogni edificio mantiene la propria identità per incoraggiare i residenti a farlo proprio.
JACCAUD + ASSOCIÉS
EDIFICIO VOIRONS
“Questo progetto è stato una vera e propria lezione di fiducia e condivisione. I rapporti erano forti e buoni, sia con gli altri architetti che con i clienti. Quando si riesce a lavorare in modo sereno e fiducioso, si possono ottenere risultati molto importanti. (…) È stata una lezione per noi e spero che continui a svilupparsi“.
Jean-Paul Jaccaud, Jaccaud+associés
(intervista di Mélissa Henry)


Questa immaginazione condivisa, radicata nella texture e nelle sfumature cromatiche del cemento, ha trovato espressione nella prefabbricazione. La prefabbricazione ha creato una sinergia tra il team di progetto e l’appaltatore, uniti da un approccio artigianale e tecnico alla costruzione.
LIN ROBBE SEILER CON BLSA
JURA BUILDING
“La grande sfida di questo progetto è stata la risoluzione tipologica di questa complessa forma urbana: un edificio con diversi angoli e molte variazioni da regolare (…) È qualcosa che, alla fine, ha dato molto piacere, perché è un lavoro di profonda riflessione e analisi. (…) Si trattava di comprendere e abbracciare il senso di complessità di questa forma, poiché genera viste sul paesaggio e un particolare inserimento urbano dell’edificio“.
Alain Robbe, Lin.Robbe.Seiler
(intervista di Mélissa Henry)


L’uniformità del quartiere è garantita da un metodo di costruzione unico: facciate in pannelli sandwich di cemento, prefabbricati esclusivamente dall’azienda ginevrina Prelco. Pianificato con un anno di anticipo, questo ordine centralizzato garantisce l’uniformità dei materiali fin dall’inizio. Questo approccio fissa l’identità del sito nei materiali e nel know-how locali.